Le lucciole: quando l’amore illumina la scia

L’ecosistema è l’insieme delle relazioni intercorrenti tra le specie e tra queste e l’ambiente. Da milioni di anni gli esseri viventi interagiscono e comunicano tra di loro creando una rete intricata di voci che corrono veloci in ogni luogo dove risiede la natura. Uno dei “linguaggi” più usati è il colore: il sapore gradevole e zuccherino dei frutti viene raccontato dalle tonalità accese della buccia. Gli uccelli, che conoscono bene gli idiomi degli ecosistemi, interpretano il messaggio nutrendosi dei frutti e trasportando i semi lontano dalla pianta madre. I colori splendenti assumono tutt’altro significato nelle farfalle: essi avvertono i potenziali predatori del veleno con cui le perle dell’aria infarciscono il loro corpo. La profusione di tinte splendenti sta dicendo: “attenzione! pericolo di mal di pancia”! E poi ci sono quelli tenui che si confondono con l’ambiente e che hanno la funzione di nascondere l’animale dai suoi nemici.

Anche gli odori veicolano dei significati: il delicato profumo dei fiori annuncia alle api e agli altri insetti impollinatori la presenza del dolce nettare nelle corolle. E poi ci sono i movimenti del corpo: le zanzare, per esempio, esprimono il loro amore scatenandosi in un ballo vorticoso. Osservatele in giardino: quando un gruppetto di zanzare vola disegnando nell’aria un vortice turbolento potete stare certi che da lì a poco tante piccole larve sgusceranno da migliaia di uova.

Tra i numerosissimi linguaggi ne esiste uno particolarmente bello e romantico ed è quello usato da un gruppo di insetti che, proprio in questo periodo, illumina d’immenso i prati e i boschi della nostra Italia. Sono le lucciole, piccoli coleotteri dalle caratteristiche particolari. Osserviamo la loro vita attraverso la lente d’ingrandimento del biologo: gli individui che volano disegnando le scie colorate nell’aria sono i maschi innamorati in cerca di una femmina. Le femmine non hanno le ali e vengono dette neoteniche in quanto non assumono mai le sembianze di un adulto. Non sviluppano mai le ali e, invece di volare, camminano per i prati. La loro forma è vermiforme e sono lunghe circa 20 millimetri. Quando sopraggiunge il crepuscolo e sulla terra scendono le tenebre, le lucciole femmine decidono che è giunta l’ora di cercare il loro principe azzurro. Si arrampicano sopra un filo d’erba e iniziano a emettere il famoso flebile luccichio intermittente. Al pari delle loro compagne, anche i maschi manifestano la loro dolce emozione accendendo la parte distale dell’addome con una luce intermittente. E quando il «lucciolo», sorvolando un prato, intravede su un filo d’erba una luce con la medesima pulsazione, allora il gioco è fatto, l’alchimia dell’amore sarà nuovamente comparsa su questa terra e il mistero della vita verrà tramandato. Il maschio ha infatti riconosciuto, grazie alla particolare intermittenza della luce, una femmina della medesima specie, è sceso e dopo alcuni giorni dalle esternazioni amorose, la femmina deporrà numerose uova da cui sgusceranno tante piccole larve affamate. Questa progenie non si comporterà da figli dell’amore e non manifesterà alcun sentimento poetico: le larve delle lucciole sono infatti dei voracissimi predatori di lumache e chiocciole che attaccano in gruppo sbranandone diversi esemplari. Ed è per questo motivo che le lucciole sono molto abbondanti nei luoghi ricchi di calcare, la sostanza essenziale per l’edifi cazione della casetta dei molluschi (la chiocciola). Dove ci sono le prede ci sono anche i predatori ed ecco spiegato il ricco sfarfallio luminoso sopra i prati ricchi di calcare. Dopo essersi satollate di molluschi e dopo essere diventate adulte, le lucciole cambiano dieta e alla carne preferiscono il dolce: nell’ultima fase della loro vita esse si nutrono di zuccheri che trovano principalmente nei fiori.

Anche se per noi le lucciole brillano tantissimo, in realtà la loro emissione luminosa è alquanto flebile: la lunghezza d’onda della loro luce corrisponde ai 5000-6000 Angstrom, cui l’occhio umano – e quello degli insetti – è sensibilissimo. Grazie a questo espediente, le lucciole risparmiano energia e non scaldano troppo il loro corpo. Ed è questo il motivo per cui le lucciole hanno creato il sistema biologico più efficiente sulla Terra. Il processo chimico che avviene per produrre la luce infatti dissipa solo il 2% in calore. Il 98% dell’energia viene effettivamente convertito in luce. In una normale lampadina a incandescenza circa il 90% dell’energia utilizzata viene dissipata in calore e solo il 10% diventa effettivamente luce. È questa grande efficienza che permette alla lucciola di non bruciarsi durante la ricerca del partner. Una grande efficienza per un grande messaggio.

Questo articolo di Gianumberto Accinelli è tratto dal NaturaSì Magazine.

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